Chick Chick Urrà!

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«Abbiamo ordinato un misto di salumi e vino rosso, quello che a momenti finiva sulle mie Jimmy Choo da settecento euro. E ora siamo al primo. O meglio, lo stiamo giusto aspettando.

Dimenticavo… sono costretta a fare marketing relazionale con questo babbeo, anzi tamarro, perché ho deciso di aprire un casting – be’ più nella mia testa che nella realtà, ci mancherebbe – per la ricerca di un uomo. Anzi, dell’uomo!

Quello con la U maiuscola. I candidati sono di età compresa fra i trent’anni (ma accetto il baro entro il limite dei venticinque!) e i cinquanta (con generosa chiusura d’occhio fino ai cinquantacinque).

Voglio avere un figlio!

Come, dite che dovrei sposarmi prima? Ma nemmeno per sogno; ho deciso che farò tutto, o quasi, da me!

Ecco il mio retro-pensiero: NON HO UNO STRACCIO D’UOMO A QUARANT’ANNI, D’ACCORDO, E ME NE DEVO FARE UNA RAGIONE, MA POSSO CAVARMELA DA SOLA, DIVENTARE UN MONO-GENITORE, SE SERVE… TUTTAVIA NON HO LA MINIMA INTENZIONE DI FARMI INSERIRE IN VAGINA UN SEME SURGELATO. Disperata sì, ma entro certi limiti!»

Comincia così la corsa contro il tempo (limite) della protagonista di questo racconto, Malaga, una rossa eccentrica che ha deciso di aprire un “casting” nella ricerca del candidato ideale per donarle un seme, il seme, e diventare madre. Sì, ma non di un cretino qualunque!

Non le interessa il matrimonio, né una compagnia domenicale durante i commenti delle partite, sia chiaro. Malaga vuole semplicemente avere un figlio!

Ma è davvero così “semplice” o qualcosa andrà storto?

Esiste davvero una garanzia, diciamo biologica, per avere una progenie perfetta?

Cosa vogliono le donne nel 2012? E cosa sono disposti a dare gli uomini, per farle contente? Sempre che il punto sia questo…

Next Month

di Stefania Nascimbeni